Commenti dei lettori, quelli veri, non gli amici.
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Se qualcuno non è convinto che il libro meriti di essere letto, può richiedermelo gratis in formato PDF utilizzabile su ogni computer e su tutti i lettori di e-book attualmente in commercio. Sarà mio piacere inviarglielo.
Grazie
Francesco
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Bello, di una leggerezza che aiuta a scoprire la realtà gradualmente, senza traumi, non c’è bisogno di urlare al mondo il dolore improvviso, l’amarezza e l’impossibilità di modificare il destino di chi si ama; a ricordarlo fanno da colonna sonora due elementi perennemente presenti: il vento di tramontana, che opprime con il suo gelo, e la lavagna di Amerigo, che sveglia le coscienze, “la notizia cattiva e la notizia buona”, metafore della vita? Forse.
La scrittura, asciutta e scorrevole, e i dialoghi, specchio del parlare comune, rendono la comunicazione immediata.
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Commovente, vero e speciale nella sua semplicità.
Ho notato la prevalenza di dialoghi ma devo dire che, se a volte mi infastidiscono, in questo caso sono stati efficaci a delineare in poco tempo personaggi ai quali subito ci si affeziona (Carlo, Lisa ed ET fra tutti).
Unica nota critica che mi sento di fare: un uso eccessivo del pronome "egli"...ma è tutta invidia verso l'autore! Complimenti!
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Un libro davvero interessante. E' riuscito a farmi riflettere sulle cose davvero importanti della vita. La semplicità e la sensibilità dei personaggi, insieme allo stile fluido dello scrittore, lo hanno reso una lettura piacevole e illuminante allo stesso tempo. Lo consiglio vivamente.
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Romanzo molto toccante che mi ha emozionata e che ho letto piacevolmente grazie alla scrittura scorrevole. Devo dire che i personaggi sono realistici, nonostante le loro particolarità, e sono riuscita ad immergermi nel racconto.. mi sembrava di far parte della storia. Una storia di vita comune, gente vera, piena di sentimenti anche se a volte non li dimostra, un po' per carattere, un po' per timidezza restano chiusi e introversi ma non per questo possono essere persone speciali e con un gran cuore.
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Potrei elencare tanti motivi per cui il libro mi è piaciuto: la scorrevolezza del testo, che scivola via meravigliosamente; o il modo di scrivere dell'autore, il Saper raccontare, con la S maiuscola, perché questo qui è un autore che lo sa fare davvero; o ancora le descrizioni, che ho molto apprezzato. Ma non farò una recensione in base a questi elementi, la farò dicendo che quando un racconto sa farsi amare, quando sa far ridere, commuovere, sa sorprendere e far riflettere, quando non vuoi smettere di leggerlo e se sei costretta continui a pensare a cosa accadrà finché non ce l'hai di nuovo davanti per poter scoprirlo, ecco, quando succede tutto questo, non c'è molto altro da dire, basta ciò a far capire che questo è un Libro, di nuovo con la maiuscola, e vale proprio la pena di leggerlo!!!!
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Il romanzo mi ha fatto pensare ad un piccolo presepe vivente, che si apre allo sguardo del lettore:la trama è semplice, i personaggi credibili, ben tratteggiati, pieni di umanità, a volte aspri, a volte teneri, talora ironici. Si muovono con disinvoltura, singolarmente riescono ad apparire reali.
È un libro che potrebbe essere la storia del tuo vicino, (di quando del vicino non conoscevi solo il cognome letto sulla targhetta dei citofoni,) della gente comune, quella pulita che vive, lavora, secondo un'etica che dovrebbe essere di tutti. Belle le descrizioni della natura, alcuni passaggi descrittivi della luna sono addirittura lirici.
Tuttavia c'è una certa difficoltà nel passaggio da un argomento all'altro. Soprattutto il rientro nella storia del personaggio della donna poliziotto è troppo forte, e scollegato, e questo buco nero lascia perplessi. In secondo anche se sappiamo benissimo che troppo spesso la vita, o se preferite il destino, si accanisce con una violenza inusitata, qui la sequenza dei guai contro il povero Alfredo, interrompe troppo bruscamente un'atmosfera tranquilla ed idilliaca..
Ed infine mi lascia perplessa il titolo... in fondo la lavagna del barista, non ha nel romanzo un ruolo tale da giustificarne il titolo.. mi pare un po' come l'articolo civetta dei supermercati, un richiamo all'acquisto, ma qua scendiamo nella legge del business.
E forse la colpa è da attribuire più all’editore che all’autore.
Concludendo, considerando l’inevitabile disagio dell’opera prima, ritengo che Francesco sia sicuramente più portato ai racconti che al romanzo.
Un libro davvero interessante. E' riuscito a farmi riflettere sulle cose davvero importanti della vita. La semplicità e la sensibilità dei personaggiUn libro davvero interessante. E' riuscito a farmi riflettere sulle cose davvero importanti della vita. La semplicità e la sensibilità dei personaggi, insieme allo stile fluido dello scrittore, lo hanno reso una lettura piacevole e illuminante allo stesso tempo. Lo consiglio vivamente.
Delicato! Sì, decisamente mi sembra l'aggettivo più adatto per questo romanzo, un racconto che ti tiene caldo lo spirito, una lettura buona per le sere in cui l'autostima un po' scarseggia e hai bisogno di ridimensionare ciò che ti circonda e la tua visione delle cose: delicato anche se scappano delle parolacce ogni tanto, ma è come se si sgonfiassero della loro volgarità e diventassero solo funzionali al momento.
Alfredo è un bel personaggio, un uomo semplice con un mondo interiore ricchissimo, così anche Rossella, poliziotta per vocazione, anche se la sua è più che altro vocazione a dare un ordine ad un mondo di cui a volte non capisce completamente il senso.
Mi sono chiesta il perchè del titolo, dato che Amerigo non compare così spesso e tanto meno la sua lavagna è al centro della trama, però forse ho capito: la lavagna è il luogo della parola, di quella che ti colpisce dura come la realtà, di quella tenera come una carezza appena accennata ma dolce, di quella parola che vorresti sentirti dire o vorresti essere capace di dire al momento opportuno! La parola è la vera protagonista del romanzo e il titolo indica la sua cornice privilegiata. Forse non è questo il senso che ha voluto darne l'autore, ma ogni libro diventa un po' di chi lo legge, degli occhi che scorrono tra le sue righe e della mente che si nutre delle sue parole, quindi spero di essere perdonata se sono partita un tantino per la tangente!